Flora Mediterranea

Sample image

La regione mediterranea identifica con la distribuzione delle querce sempreverdi e dei vegetali che riaccompagnano spesso a queste specie,  L' intervento dell'uomo ha fatto sì che questo tipo di foresta non esista praticamente più nel suo aspetto originario, infatti della compagine vegetale originaria non è più possibile ritrovarne traccia.  
Il querceto sempreverde è formato da uno strato arboreo, uno arbustivo e da uno erbaceo, ridotto nelle zone in ombra ma piuttosto rigoglioso nelle radure.
La formazione più rappresentativa dell'orizzonte mediterraneo è la macchia mediterranea, che è composta dagli strati inferiori delle primitive foreste. La specie più presente è il leccio che si presenta con foglie verde scuro e coriacee, particolarmente strutturate per resistere al vento e al calore. Il suo periodo di fioritura va da aprile a maggio con dei fiori maschili e dei fiori femminili separati ma portati dalla stessa pianta (specie monoica).  
La sughera  ha una distribuzione più meridionale e insulare; è una pianta formata da un  tronco che dopo la raccolta della corteccia, si presenta del tipico colore rosso. Le querce non producono nettare quindi la loro importanza apistica è limitata, oltre che per la produzione di polline, anche per la produzione di melata, che viene prodotta ogni 3- 4 anni, in dipendenza dal ciclo biologico dell’insetto che la produce (Lachnus roboris), e si ottiene un' abbondante produzione di questo tipico miele di colore scuro e dal gusto aromatico.
Tra le specie arbustive sono di grande importanza apistica alcune Ericacee: il corbezzolo dalle tipiche foglie lucide, fiori bianchi e dai frutti commestibili, è altamente nettarifero e si ricava il tipico          " miele amaro" .
Le zone di produzione sono la Sardegna e la maremma toscana, dove si raccoglie solo nelle annate climaticamente favorevoli, poiché la sua fioritura è tardiva (novembre-dicembre).
In primavera c’è la fioritura di Erica arborea L., arbusto denso di foglioline aghiforme e fiori bianchi molto piccoli, è una specie altamente nettarifera da cui si ricava un miele uniflorale molto apprezzato. Le diverse specie appartenenti alla famiglia della Ericaceae forniscono alle api non solo nettare, ma anche polline di colore rosa. Alcune specie sono a fioritura primaverile, mentre altre fioriscono in tarda estate e sono di minore interesse apistico.
Tra le arbustive sono anche molto nettarifere il viburno e la marrucca che occasionalmente possono dare luogo a miele uniflorale.
Alcuni arbusti tipici della flora mediterranea hanno un’importanza apistica legata soprattutto alla loro buona produzione di polline, come ad esempio: il lentisco e il mirto, che in alcune zone della Sardegna può dare anche discrete quantità di nettare. L’alloro si può trovare spontaneo o coltivato, e può dare discrete quantità di polline e di nettare, anche se la sua fioritura precoce è da considerare come una forma di sostegno per le api.
La rosa selvatica e biancospino sono visitate dalle api sia per il nettare che per il polline, che è di colore arancione.
Sugli arbusti troviamo delle specie lianose e rampicanti, e tra queste piante, la più importante per le api è l' edera che costituisce una delle principali risorse autunnali, sia per il polline  che per il nettare. Tra le specie che formano lo strato cespuglioso basso, le piu diffuse sono i cisti fioriscono in primavera con i loro fiori bianchi e rosa, sono poco nettarifere ma forniscono una buona quantità di polline, di colore rosso mattone. Il rosmarino è  molto nettarifero e può dare anche miele uniflorale. Numerose sono le specie presenti nello strato erbaceo della macchia mediterranea, ma di occasionale interesse per le api. Di importanza maggiore sono alcune specie presenti esclusivamente nelle praterie aride e assolate: l'asfodelo e alcune Labiatae come Lavandula stoechasThymus capitatusSalvia spp., etc., sono molto visitate dalle api per il nettare e forniscono grandi quantità di mieli che in alcune regioni possono essere uniflorali e di ottima qualità.
Si alternano alla macchia mediterranea le pinete che ricoprono lunghi tratti dei nostri litorali sia adriatici che tirrenici. In queste pinete troviamo diverse specie di Pinus: dalle più comuni, pino domestico ad altri tipi come il pino marittimo e il pino d'Aleppo. In Italia, a differenza di altri paesi mediterranei come la Grecia, la produzione di melata di pino è molto rara e l'importanza per questa specie è limitata alla raccolta di polline anche se in modeste quantità.
Altro tipo di vegetazione che troviamo nella regione mediterranea e la presenza dell'ulivo e più a sud, del carrubo. Dal punto di vista  apistico l'ulivo non è di grande importanza, ma la presenza di polline nel miele serve solo a stabilirne la sua provenienza mediterranea. Molto appetito dalle api è il carrubo coltivato soprattutto in Sicilia; il suo nettare attrae molto le api ma per la sua tardiva fioritura è raro avere un miele uniflorale.  
Vi sono poi delle specie che pur non essendo originarie del nostro paese si sono diffuse a tal punto da essere parte integrante del paesaggio mediterraneo.
Alcune di queste piante sono l' agave originaria del Messico, buona pianta nettarifera, fiorisce in estate. Il fico d' india è l' unica pianta cactacea naturalizzata in Italia, ed è molto appetita dalle api per la buona produzione di nettare.
Tra le altre piante non originarie del nostro paese, ci sono diverse specie di Eucalipto, originarie dell’Oceania. La specie più diffusa è Eucapilptus camaldulensis Dehnh., che viene utilizzato come pianta per il rimboschimento e per erigere barriere frangivento lungo le coste, visto la sua buona resistenza alla salsedine.
Sono specie molto apprezzate dalle api sia per il polline, che è di colore grigio- marrone, e per il nettare da cui si ottengono ingenti produzioni di miele monoflorale, dal sapore e aroma caratteristico.